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Sesto Calende, immigrazione e criminalità 19 febbraio 2008

 

 

 

A fronte degli ultimi episodi di violenza avvenuti nel nostro Comune, ci riferiamo a quanto avvenuto al bar “Baka’n” lo scorso 8 gennaio, il cui autore è stato accusato di tentato omicidio plurimo e al più recente episodio che ha coinvolto un giovane ferito alle gambe da colpi di arma da fuoco in zona stazione, casi che hanno entrambi visto come protagonisti giovani immigrati, e alle successive prese di posizione di più o meno tutte le componenti della nostra comunità.

 

Restiamo sempre più perplessi dalle affermazioni di importanti esponenti della maggioranza che ci governa; sulla “Provincia” di lunedì 18 il capogruppo della lista di maggioranza “Insieme per Sesto” suggerisce di stare attenti a non confondere la presenza degli stranieri con quella di persone fuori legge.

 

Perché la necessità di sottolineare una cosa del tutto evidente? Tutti sanno bene che ci sono cittadini stranieri onesti che lavorano e che si vogliono integrare, ma è proprio per difendere questa parte di cittadini sestesi che l’amministrazione dovrebbe farsi carico di tutte quelle iniziative atte ad individuare e allontanare chi invece è qui per delinquere.

 

L’immigrato onesto, corretto e rispettoso delle nostre leggi lo si difende e lo si tutela anche nel fare in modo che non possa essere confuso con chi, invece, onesto corretto e rispettoso non è.

 

Cosa che i nostri amministratori non riescono a fare in quanto prigionieri di una logica per cui tutti gli immigrati sono persone bisognose del nostro aiuto, mentre sappiamo benissimo che non è così, ci sono immigrati che sono qui all’unico scopo di vivere alla spalle della nostra società e questi vanno allontanati senza se e senza ma.

 

Del resto è grazie a questa e alle passate amministrazioni e al loro modo di gestire l’immigrazione che abbiamo sul nostro territorio una presenza di stranieri che è il doppia o il tripla di quella che si riscontra nei paesi vicini. Dati della Provincia.

 

Non si tratta di confondere gli stranieri con persone fuori dalla legge, si tratta di avere una conoscenza del problema, cosa che noi pretendiamo dai nostri amministratori.

 

La semplice lettura del capitolo dedicato a stranieri e criminalità del “Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione e Contrasto” fornito dal Ministero degli Interni, conferma purtroppo quanto la Lega Nord asserisce da tempo in tema di immigrazione e offre dati numerici e statistici di grande interesse, soprattutto per quel che concerne lo studio dei fenomeni delinquenziali nel nostro Paese.

 

La quota di stranieri sul totale dei denunciati e degli arrestati per la maggior parte dei reati è decisamente più alta rispetto all’incidenza della popolazione straniera nel nostro Paese. Ad esempio, nello scorso 2006, gli stranieri sono un denunciato per omicidio consumato su tre, contro una popolazione straniera del 5% circa. Inoltre, man mano che cresce la popolazione straniera, cresce anche la quota dei denunciati ed arrestati in Italia.

 

L’incidenza degli stranieri tra i denunciati varia molto a seconda dei reati, ad esempio: 3% delle rapine in banca, 70% dei furti con destrezza, 51% delle rapine o furto in abitazione, 45% delle rapine per strada, 19% delle estorsioni, 40% delle violenze sessuali, 27% delle lesioni dolose, 39% di furti d’auto.

 

Va sottolineato che la maggior parte di questi reati è compiuta da stranieri irregolari, mentre (in base ai dati del 2006) i regolari sono il 6% del totale dei denunciati per furto con strappo, il 6% di furto di autovetture, l’8% dei denunciati per furto con destrezza, il 9% per omicidio tentato e consumato e il 15% per violenze sessuali.

 

E’ poi di grande importanza evidenziare che territorialmente, dal punto di vista dei reati, vi sono grosse differenze tra Padania e il resto del Paese, anche per quel che concerne i reati commessi da immigrati.

 

Con la sola eccezione del contrabbando, infatti, nelle regioni centro settentrionali la quota dei denunciati è stata da sempre di gran lunga superiore a quella registrata nelle regioni del Mezzogiorno.

 

La sproporzione è evidente (analizzando il periodo dal 2004 al 2006) per i borseggi (71% contro 24% al sud), le rapine in abitazione (61% contro 34% in Meridione), i furti di automobili (48% contro 14% al sud), le rapine in esercizi commerciali (42% contro 8% nel Mezzogiorno).

 

Che piaccia o non piaccia, questi sono i dati ed è partendo da questi dati che si deve affrontare il problema. La sconsolante considerazione è che non si affrontano i problemi che non si conoscono, non si conoscono i problemi che non si vedono e non si vedono i problemi che non si vogliono vedere.

 

Questo è quello che accade agli amministratori di Sesto Calende.

 

Purtroppo di questa cecità e di questa conseguente incapacità di affrontare e risolvere i problemi ne pagano le conseguenze i cittadini, che peraltro al contrario dei nostri amministratori, denunciano continuamente e in ogni occasione questo stato di disagio e suggeriscono tutta una serie di iniziative che vengono puntualmente disattese dell’Amministrazione.

 

Orlando Veronese


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